Discorso del Preside Martegani in occasione della Cerimonia di intitolazione della scuola al prof. Carlo Volonté

     

Cerimonia di Intitolazione dell’Istituto al Prof. Carlo Volonté.

Intervento del Preside Martegani.

Sig.ra Antonietta, Sig. Alberto, Sig. Eugenio Volonté, autorità civili, militari, religiose, colleghi presidi, docenti, personale ATA, genitori, alunni ed ex alunni, il più cordiale saluto di benvenuto a questa cerimonia.

Oggi a distanza di 4 anni, ci troviamo ancora qui riuniti per celebrare un altro importante evento. L’intitolazione di questo Istituto al compianto Prof. Volonté.

Lui oggi è invisibile, ma fortemente presente come tutti gli spiriti nobili.

Quattro anni fa celebravamo i 50 anni dalla fondazione alla sua presenza in una cerimonia famigliare, oggi vogliamo evitare di condannare all’oblio chi ha speso una vita per questo Istituto.

Come collega dal lontano ’73, amico e rappresentante legale di questa istituzione, ho l’obbligo della commemorazione e sarà questa un’occasione di recupero della memoria anche attraverso la testimonianza di ospiti qui presenti, che ci rimanderà a un passato ancora presente e vivo nella nostra città.

Ringrazio sin d’ora l’avv. Andrea Pellicini che si è fatto promotore di questa iniziativa e tutte le persone che hanno aderito con il doveroso entusiasmo.

Un altro grosso ringraziamento intendo fare all’Associazione Istituto “Città di Luino” che mi ha permesso di accedere a fonti non facilmente reperibili, soprattutto per i primi anni di vita della scuola e di appropriarmi della memoria del passato.

La storia di Volonté si intreccia con la storia della nostra città e con quella lunga più di mezzo secolo che ha visto il mondo trasformarsi profondamente e rapidamente.

Nel panorama scolastico non solo di Luino ma di un territorio più vasto, il “Città di Luino”, è stato ed è estremamente importante per il tessuto culturale e sociale di riferimento. La sua storia ampiamente illustrata nella monografia “50 anni una storia” ci ha dato modo di osservare l’evoluzione di una scuola superiore all’interno di una provincia particolarmente progredita dal punto di vista economico.

Ma quali sono state le sue fondamenta?

Agli inizi degli anni cinquanta, mentre l’Italia si avviava alacremente verso il suo boom economico, che stupirà il mondo, datano le radici di quest’albero oggi rigoglioso.

Anno 1952 1° ottobre, nasce questa scuola, allora “Civico Istituto Tecnico”, sulle ali di un entusiasmo e di una spinta incontenibile dei fondatori. L’allora sindaco Carlo Zona, l’assessore Davide Vanetti e un giovane professore di lettere Carlo Volonté, milanese di nascita ma naturalizzato luinese e subito, dietro di loro, un unanime Consiglio Comunale e tante famiglie con giovani che, non solo in Luino, ma in tutto il territorio dell’Alto Verbano, si trovano senza una scuola superiore che dia un diploma come strumento di promozione sociale e lavoro qualificato a portata di mano con un impiego in banca o in azienda.

L’avventura inizia con una classe di 23 alunni e trova sede nella “dependance” della villa Menotti recentemente acquistata dal Comune.

Una sola classe, una sola aula riscaldata a legna da una bella stufa in terra cotta. Compongono il primo collegio docenti 9 insegnanti, tutti luinesi, fra cui Carlo Volonté, con funzioni di Vice Preside.

Essendo privata, legalmente riconosciuta, dovrà vivere il tormento annuale degli esami fuori sede, ogni anno diversa.

Vercelli, Novara, Milano, Varese, ospitavano quest’armata Brancaleoni di giovani privatisti, costretti a soggiornare in albergo per il tempo necessario, sempre rincuorati da Volonté che si spostava con la sua immancabile vespa. Al traguardo tanto agognato arrivano in 10. Allora l’esame di stato era una prova durissima e impegnativa, tutte le materie, tutti i programmi degli ultimi 3 anni e non si scherzava perché i morti e i feriti rimandati a ottobre erano tanti.

Il Comune di Luino premierà con una medaglia d’oro uno per uno i neo “ragiunat”.

La scuola di via Lugano sembra una topolino, ma va avanti.

Completato il rituale iter giuridico: legalmente riconosciuto nel 57/58, pareggiato nel 62/63, finalmente, per l’interessamento del Sen. Alessandrini, presso l’allora Ministro Gui, il 3 agosto 67 giunge a Volonté il tanto sospirato telegramma della statalizzazione accompagnato dalla denominazione “Istituto Tecnico Commerciale Statale”.

Ormai ha preso il volo e Volonté è al timone dal ‘56. Lo rimarrà fino all’88.

L’istituto viaggia a classi complete con doppio corso.

Le aule, però, sono quelle che sono, locali stretti, soffitti alti, ogni anfratto della vecchia villa viene utilizzato. La dispersione termica in inverno è alta.

Il flusso di insegnanti si normalizza e si instaura un gradevole clima di famiglia. Passano tre anni ed ecco l’intitolazione “Città di Luino” con decreto D.P.R. 19.03.1970 fedele al principio che ogni istituto deve avere un santo protettore. Quella scuola sorta per volontà della cittadinanza doveva portare in maniera duratura il ricordo della Città.

Abbiamo voluto lasciare questa intitolazione, rispettando la volontà del Preside Volonté, che mettendo sottosopra l’archivio comunale, scoprì che Luino, questo nobile sito, allora chiamata borgata, sulle guide turistiche, non era mai stata eretta a città. Si cercò di provvedere allora con la massima urgenza per recuperare la dimenticanza di secoli e finalmente con D.P.R. 10.03.1969 Luino ebbe la meritata soddisfazione con la trascrizione anche nel Registro Araldico dell’Archivio Centrale dello Stato in data 21 aprile.

Intanto la ricaduta della statalizzazione sulle famiglie è notevole.

Non dovranno più sopportare oneri di rette e contributi, ma solo una piccola tassa d’iscrizione. Il vantaggio si fa sentire: cresce il numero di alunni, il collegio docenti si allarga e il bilancio giunge a cifre enormi per quegli anni.

Allora il Professore era un’autorità riconosciuta da tutti ammirata, figurarsi il signor Preside!

Quando il mitico Volonté passava per i corridoi, tutti zittivano e rispettosamente salutavano.

Ripeteranno spesso i suoi ex alunni: “ci ha insegnato la vita in tutti i suoi aspetti. Abbiamo imparato divertendoci”.

Intanto l’ondata di proteste che ha investito la scuola negli anni ‘68/’70 contro l’autoritarismo e il nozionismo dei programmi didattici, contro il conformismo borghese, giunge a Luino più smorzata e con minor violenza.

Diceva Volonté, in quegli anni torbidi, ai suoi docenti: “Il segreto è tutto qui: scoprire ogni giorno, vicendevolmente, il tatto e l’occhio giusto perché duri l’amore per la verità al di là degli autoritarismi, delle incomprensioni, delle pretese, della confusione, della demagogia, superando, bisogna pur dirlo, reciproche ignoranze e incapacità”.

Sempre attento ai bisogni dei suoi alunni e delle famiglie, Volonté crea la Cassa Scolastica, retta da un proprio Consiglio con rappresentanti anche del Comune, delle banche, delle industrie.

Nasce così un servizio mensa per gli alunni che provenivano dai paesi delle valli e oltre. L’orario scolastico si articolava sull’intera giornata. La mensa disponeva di cucina attrezzata e aveva sede in un primo momento nel salone veranda di questo palazzo ed in seguito su tutto l’ultimo piano della villa piccola, attualmente sede del Liceo Scientifico. I bidelli, assistiti dal Preside, spesso in veste di cuoco, prestavano servizio.

Negli ultimi anni della presidenza Volonté, il servizio mensa venne trasferito nel prefabbricato in legno e i pasti venivano forniti dalle ditte esterne convenzionate.

Fra le altre attività assistenziali, il consiglio della Cassa Scolastica deliberò a sue spese di sottoporre tutti gli alunni delle classi prime all’esame del sangue per il riconoscimento del gruppo sanguigno, riportato su un apposito tesserino.

Ma il fiore all’occhiello di Volonté e della Cassa Scolastica, è stato l’acquisto del laboratorio linguistico, primo in Italia per gli I.T.C:

Nel ‘76 Volonté, chiacchierone impenitente, lordato di inchiostro dalla testa ai piedi, pubblica il volumetto “A tutti piace”, opera entrata in tante case dei luinesi e che ha ricevuto riconoscimenti intercontinentali dalla libreria universitaria Cornell di New York. “Lo scopo dell’opera”, scriveva lui, è meramente venale; l’abbiamo scritta in un momento di euforica desolazione per incrementare i fondi della cassa scolastica oltre che per un atto d’amore verso Luino”.

Luino che lui, importato da Milano, amava in modo viscerale e sempre con la sua arguzia diceva, a proposito di questa mischiatura di origini diverse: “difatti come tutti sappiamo il romanziere vanta chiara progenie sicula ed il poeta serena progenie beneventana. Ma ciò torni a lustro di questa città che è stata capace di farsi amare anche da coloro che non le sono figli …”. Razza superiore i luinesi con tutti i climi e i regimi, ma anche razza saggia che da sempre ha apprezzato le parole dei grandi e tra questi c’era il Porta a lui tanto caro, per il vernacolo prediletto.

Ma l’uomo di scuola e di cultura non sta mai fermo. Quella colonna di sasso che quotidianamente recandoci al lavoro, ricompare ai nostri occhi, è stata rimossa dall’attuale monumento ai caduti di piazza Risorgimento e ospitata in questo parco per sua volontà, altrimenti sarebbe finita in un fondo di deposito.

Per darle un significato ed affrancarla dalla pura figura di palo in mezzo al prato oggi, per iniziativa di Volonté, offre appoggio ad una lapide, con una frase che dopo varie discussioni, gli alunni di allora andarono a pescare nel Petrarca: “Non voglio un filosofo che mi dica la verità, ma voglio un filosofo che mi faccia amare la verità”.

L’insegnamento e le lezioni in via Lugano, sin dalle sue origini, non erano solo teoriche ma anche pratiche. E questo grazie alle indispensabili attrezzature moderne il cui acquisto era reso possibile attraverso appositi finanziamenti dal Ministero (piani acquisto). Sorgono così i nuovi laboratori che saranno ospitati nella nuova sede che Volonté ha ottenuto dalla Provincia a partire dall’a.s. ‘76/’77 in occasione del 25° anno di fondazione. Aula per il calcolo meccanico, macchine elettriche per dattilografia, lavagne luminose, macchine del calcolo portatili, impianto TV a circuito chiuso con videoregistratori, fotocopiatrici normali e con zoom, macchine offset per sussidi didattici di ogni disciplina.

Adesso sarà una scuola a tutti gli effetti: Volonté saldamente al timone organizza cineforum, promuove spettacoli teatrali con solo alunni, dà vita a cicli di lezioni sul turismo con operatori di Svizzera, Austria, Olanda, Francia, inventa i codici di valutazione e un avanzato registro personale del professore.

Negli anni 80 la scuola si articola con le sperimentazioni e nuovi indirizzi.

Nell’ a.s. 83/84 prende l’avvio il progetto Luino G.E.A. che anticipa di un anno l’I.G.E.A. di cui ci parlerà il preside Brogonzoli.

Sempre all’inizio degli anni ‘80 si innesta il nuovo indirizzo Programmatori con annessa sperimentazione Mercurio per la formazione di ragionieri capaci di intervenire nei processi di analisi, sviluppo, e controllo dei sistemi informatici relativi alla gestione aziendale. Volonté, divenuto assessore provinciale all’istruzione, ottenuto l’ampliamento della sede e l’installazione di un centro elettrico I.B.M. all’avanguardia in campo scolastico, inizia a viaggiare per la penisola per tenere corsi di aggiornamento e ad esportare il suo Luino G.E.A.

Gli antichi timidi studentelli e studentelle, un pò goffe nel loro grembiule nero, rientrano alla ragioneria come docenti consolidando un attaccamento e un’appartenenza di vecchia gloriosa famiglia.

La scuola diventa scuola di massa e raggiunge il numero più alto di alunni, con difficoltà e complessità di gestione sempre più grandi perché pervengono alunni dalle psicologie sempre più complesse.

Al giro di boa dei 50 il “Città di Luino” inizia una seconda giovinezza per la qualità e la ricchezza delle iniziative in atto.

C’è l’IGEA, il Mercurio, i geometri P.5., il Turistico, gli Informatici Industriali Abacus, gli Elettronici e brilla Sirio nella sera.

Caro Volonté l’alberello che 50 anni fa con tanta lungimiranza, serietà e spessore umano hai saputo piantare nella quiete del colle Menotti è oggi un albero rigoglioso perché profonde ed estese, ha saputo affondare le sue radici.

La città di Luino deve sentirsi orgogliosa di legare il tuo nome a questo Istituto che vanta il diritto di primogenitura nell’ambito delle scuole superiori luinesi.

A noi resta il dovere di coltivarlo amorevolmente, nel tuo ricordo, perché tante generazioni lo possano onorare.

Giunto al termine di questa mia commemorazione, mi sia concessa una divagazione poetica citando le sue parole ancora una volta dedicate all’amata città:

“Siamo andati al primo lucore di una fredda alba al porto di Luino ed abbiamo lasciato che il vento spazzasse dentro il cuore portando via tutto per dirlo alle acque, ai monti, alle case, a Luino. Quel gemito, singhiozzo, sospiro, urlo, rimpianto o desiderio che sia, resti come il nostro commiato”.

Luino 5 maggio 2007

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

(Dott. Ing. Carlo Martegani)

          

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